L’’attività ha sede a Faè di Longarone e importa pezzi pregiati per l’arredo dal lontano 1976

La sua «Kandahar» ha allestito una stanza nel museo di Messner a Brunico

Dal Cadore all’Oriente, e ritorno. Così per Andrea Gracis la passione si è trasformata in un’attività economica, con la sua Kandahar che ha sede a Faè di Longarone, specializzata nella scoperta e commercializzazione di pezzi pregiati orientali per l’arredo. «Chi acquista uno dei miei prodotti», spiega, «deve essere cosciente di portarsi a casa non solo un elemento decorativo o d’arredo, ma qualcosa che ha un valore artistico e duraturo. Durante 40 anni di importazione dall’Oriente, la nostra è stata una ricerca pezzo per pezzo di oggetti vecchi e antichi, d’uso quotidiano, arredi originali usati dalle popolazioni che mia moglie Marina ed io visitavamo».

Una passione che l’ha portato a donare a Reihnold Messner un’intera sala del nuovo museo dedicato ai popoli della montagna, aperto il 2 luglio a Brunico. Ed è lo stesso Messner a ricordare come «mai, in nessuno degli antiquari di Londra, Zurigo o Parigi o nelle capitali dell’Asia ho trovato tanta qualità come nei magazzini della Kandahar».

L’azienda di Andrea Gracis nasce nel 1976, la passione un po’ prima. «All’inizio degli anni’70», ricorda, «quando l’Oriente era politicamente stabile e pacifico e si poteva viaggiare liberamente. La voglia del “viaggio”, la curiosità, il movimento hippy, il movimento beatnik, le letture di Hermann Hesse o di Jack Kerouac sono stati gli stimoli per partire».

Nato a Venezia nel 1949 da padre veneziano e madre cadorina (di Venas), sposato con Marina Vecellio, anche lei cadorina, Gracis sceglie di vivere a Tai. E non solo per ragioni familiari, ma perché l’amore per la montagna è grande quanto quello per l’Oriente. «La nostra è stata sempre un’azienda a conduzione familiare, con due o tre dipendenti al massimo. I nostri clienti vanno dal collezionista all’architetto, dal negoziante di articoli orientali al viaggiatore, al semplice appassionato. Non proponiamo artigianato commerciale, né produzione su scala industriale, ma ogni pezzo è diverso dall’altro, ha la sua storia, la sua origine, la sua caratteristica. Concetto apprezzato da Messner». La conoscenza con Messner risale ad un incontro fortuito avuto a Pieve di Cadore nel giugno 2002, quando venne inaugurato il Museo sul Rite. «Mi accennò all’idea di aprire a Brunico l’ultimo dei suoi cinque musei e dedicarlo ai “popoli di montagna”. Gli proposi di donare pezzi provenienti dalla mia collezione. Così è venuto a trovarmi più volte a Longarone, ha visitato il magazzino e ha deciso, in considerazione della qualità degli articoli raccolti in quarant’anni di ricerca in Oriente, di affidarmi l’allestimento di un’intera stanza».

Dal Cadore, Gracis parte periodicamente per lunghi viaggi di lavoro: almeno quattro o cinque all’anno. I paesi più visitati sono stati l’India, l’Indonesia, il Pakistan, la Cina. «Inizialmente importavamo oggetti di dimensioni limitate e articoli della bigiotteria etnica, poi con la nascita del trasporto con container ci siamo specializzati in articoli d’arredamento. Dapprima si acquistava da piccoli negozietti e in alcuni casi nelle abitazioni poi, con il crescere della domanda di questi prodotti, l’acquisto avveniva in grossi magazzini. La scelta è però sempre fatta personalmente, selezionando con cura ogni singolo pezzo».

La Kandahar ha così contribuito all’arredamento di abitazioni di prestigiosi nomi del mondo della moda, spettacolo, politica, sia in Italia che all’estero. Ed ora anche del museo di Messner. Ma quanto vale in termini economici questo prezioso materiale? «Difficile fare una stima», sostiene Gracis, «il loro vero valore sta nella rarità e unicità di ciascuno pezzo».

di Stefano Vietina
(fonte: Corriere delle Alpi – 12 luglio 2011)

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