La loro religione così peculiare, diversa dalla dominante musulmana che la circonda da ogni parte, ha portato questi ultimi a chiamarli Kafiri cioè infedeli. La separazione religiosa è molto netta. Nel corso dei secoli, i musulmani hanno intrapreso diverse guerre contro i Kafiri e alla fine del grande scontro nel 1895-96, vi fu la forzata conversione delle adiacenti valli afghane già dette Kafiristan (terra infedele), che vennero rinominate Nuristan (terra di luce).
La conoscenza di quelle culture oggi scomparse è dovuta principalmente all’opera del colonnello inglese Robertson che fu il primo europeo ad esplorare il loro territorio appena qualche anno prima della guerra di fine Ottocento. All’epoca la popolazione era di diverse decine di migliaia di individui.
L’isolamento era tale che pochissimi avevano assaggiato il tè, diffusissimo in tutto l’Afghanistan. Non esisteva poi in tutto il territorio del Nuristan alcuna strada sterrata e ci si spostava esclusivamente su piccoli sentieri spesso troppo ripidi e scoscesi anche per asini e cavalli e percorribili soltanto a piedi

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